{"id":2030,"date":"1996-11-15T16:18:41","date_gmt":"1996-11-15T16:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/?p=2030"},"modified":"2022-11-15T16:38:34","modified_gmt":"2022-11-15T16:38:34","slug":"gino-carbonaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/1996\/11\/15\/gino-carbonaro\/","title":{"rendered":"Gino Carbonaro"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Ricordo la mia prima impressione quando l\u2019amico Scribano, mi mostr\u00f2 i lavori di Giovanni ludice. Sapevo che mi sarei trovato davanti ad un disegnatore molto abile, ma rimasi incredulo al primo impatto con le sue opere. Quei lavori erano talmente simili a fotografie, che non riuscivo a credere che fossero disegni.<br \/>\nChiarito l\u2019equivoco, mi resi conto che si trattava di lavori eccezionali, non tanto per l\u2019abilit\u00e0 tecnica dell\u2019artista, ma per la forza serena che li dominava, per la bellezza intrinseca delle forme, e soprattutto per i messaggi in essi contenuti . Il linguaggio e la tecnica sono fondamentali per la realizzazione dell\u2019opera, ma sono pur sempre mezzi di cui l\u2019artista si serve per far conoscere agli altri suo mondo. Elogiare la capacit\u00e0 tecnica, non serve per definire l\u2019opera e la personalit\u00e0 dell\u2019artista.<br \/>\nA queste opere bisogna accostarsi serenamente, senza lasciarsi influenzare neppure dalla qualit\u00e0 dei soggetti, che sembrano attinti al repertorio di album di famiglia. Un uomo nudo nella vasca da bagno; ragazzini che smettono di giocare per farsi riprendere in gruppo; un giorno di festa trascorso da una famiglia ai bordi di un fiume, sono soggetti che ludice strappa al consueto quotidiano per farli protagonisti delle sue attenzioni, per utilizzarli ai fini del discorso che intende fare.<br \/>\nludice parte da una realt\u00e0 oggettiva, ma di fatto la trasfigura al tocco della matita, calandola in una atmosfera dove il tempo sembra essersi fermato<br \/>\nUomini ed eventi si trasformano subito in immagini rubate al tempo, sovrani in un mondo di pace e di silenzio. Il realismo \u00e8 solo apparente. In questo mondo sognato, ogni soggetto vive per s\u00e9: isolato dagli altri, non comunica, non ha niente da dire. Di fatto, nelle opere di ludice, sia gli uomini che le cose sembrano vivere fuori dalla realt\u00e0, noncuranti del mondo che li circonda.<br \/>\nCosi, utilizzando il primo e il pi\u00f9 elementare linguaggio, quello della fotografia e delle immagini, ludice riprende la realt\u00e0 cos\u00ec come gli appare, senza veli, senza filtri, senza nostalgie del passato, senza speranze di futuro. Ma propone subito una equazione incontrovertibile: realt\u00e0 \u00e8 la vita; la vita \u00e8 nel tempo; e il tempo \u00e8 il vero padrone della vita. Ora ludice prova a bloccare il tempo, a fissare l\u2019attimo fuggente fra l\u2019ieri che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e il domani che non c\u2019\u00e8 ancora, e ci invita a riflettere. Si delinea cos\u00ec una indefinibile filosofia della vita. Il codice \u00e8 fatto di immagini che la mente concettualizza.<br \/>\nEmergono da qui le grandi categorie della vita: spazio-tempo-immagine, cui va ancora aggiunto il dolore, la mancanza di speranza, il mistero delle cose.<br \/>\nSe la realt\u00e0 \u00e8 vita, la vita \u00e8 sostanzialmente immagine, pellicola che emerge dal nulla, sfumatura di bianco e di nero che le luci e le ombre rilevano. Di fatto un nulla che \u00e8 solitudine, e qualche volta, squallore. Tanto si legge nelle opere.<br \/>\nQuella donna nuda, seduta, immobile, che fissa senza pensieri gli occhi di chi la riprende, dice tutto del suo esistere e del tempo, e delle sue speranze e dei suoi valori. Ma soprattutto ci dice che la vita \u00e8 immagine che pu\u00f2 essere resa eterna nella foto-disegno; pellicola di toni che cercano di beffare il tempo. Il resto non ha senso.<br \/>\nQuell\u2019uomo nudo nella vasca da bagno ha pure fermato il tempo. E\u2019 un uomo che non guarda, non pensa, non parla. Non dice niente, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 niente da dire, in questa vita. Cullato dal tempo, si gode il suo tempo. Le parole sono fiato di voce e l\u2019immagine \u00e8 evanescente, pellicola, si \u00e8 detto, non dissimile da quella che ricopre la carta fotografica.<br \/>\nNelle opere di ludice tutto \u00e8 livellato ad un comune denominatore: la macchinetta del caff\u00e8, la bottiglia, il pavimento, i tubi contorti su un muro di lebbra, gli uomini, le donne, gli atti. Tutto \u00e8 posa, tutto \u00e8 attesa, tutto \u00e8 immagine nel segno della filosofia e dell\u2019arte. Il tempo non esiste, la morte \u00e8 un evento, tutto passa e ludice coglie l\u2019attimo fuggente che qui, nelle sue opere, nessuno riesce a vivere, a carpire, a capire. Cosi la periferia si fa centro e le cose abbandonate in una sorta di crepuscolo degli Dei, vengono sottratte al tempo che li divora. Bloccati nell\u2019attimo, uomini e cose vivono finalmente da protagonisti, soggetti privilegiati e centrali della foto ricordo che immortala l\u2019evento. Cosi, il particolare che tutti trascurano diventa importantissimo. Protagonista \u00e8 il punto geometrico, spaziale o temporale poco importa, perch\u00e9 la traccia che lascia il segno della matita, diventa la parte che sostiene il tutto Conferma dell\u2019esistere e prova dell\u2019essere esistito \u00e8 data dal ritratto, dalla immagine. L\u2019immagine \u00e8 documento di vita e di morte. Le cose esistono perch\u00e9 \u00e8 dimostrato che esistono: dalla fotografia, dall\u2019immagine, dal disegno.<br \/>\nNon avvicino ludice a Pirandello, n\u00e9 voglio ricordare Beckett di aspettando Godot, che non arriva, ma \u00e8 evidente che il protagonista dell\u2019opera \u00e8 il tempo, anzi l\u2019attimo colto, per essere rubato al tempo e consegnato all\u2019eternit\u00e0 o all\u2019immortalit\u00e0 che \u00e8 lo stesso. Attimo che realizza il paradosso. Perch\u00e9, mentre lo blocchi lasciandolo identico a se stesso, in realt\u00e0 lo dilati all\u2019infinito, rendendolo grottescamente identico a se stesso, immutabile, eterno. Cosi il senso dell\u2019esistere \u00e8 un non-esistere, l\u2019individuo sta con ali altri, ma \u00e8 solo, la vita \u00e8 vuota, e il senso squallido delle cose \u00e8 un non-senso, perch\u00e9 il movimento si congela, mentre l\u2019attimo si espande all\u2019infinito.<br \/>\nI colori sono due il bianco e il nero, l\u2019essere e il non-essere, sui quali incombe silenziosa l\u2019ombra della morte: l\u2019essere in bilico fra la vita e la morte, categorie che non mancano di attraversare l\u2019animo dell\u2019artista.<br \/>\nParadossalmente, questo giovane artista gelese, parte da quella realt\u00e0 dalla quale altri artisti prendono sdegnosamente le distanze, per spingersi al di l\u00e0, alla ricerca di rapporti, armonie e contenuti che spesso sfuggono alla ragione.<br \/>\nludice \u00e8 un pittore dell\u2019esistenza. Artista che ha come oggetto di ricerca l\u2019esistente: il senso dell\u2019esistere, l\u2019essere nel tempo, l\u2019essere affiancato dal nulla. Per questo, i disegni di ludice si collocano in una sorta di iper-realismo, proprio perch\u00e9 le sue opere vanno al di l\u00e0 (xp\u00e9r) del primo livello di lettura della realt\u00e0.<\/p>\n<p>dal catalogo Giovanni Iudice<br \/>\nGalleria Studio Nuova Figurazione, Ragusa 1996[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Ricordo la mia prima impressione quando l\u2019amico Scribano, mi mostr\u00f2 i lavori di Giovanni ludice. Sapevo che mi sarei trovato davanti ad un disegnatore molto abile, ma rimasi incredulo al primo impatto con le sue opere. Quei lavori erano talmente simili a fotografie, che non riuscivo a credere che fossero disegni. 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