{"id":2059,"date":"2011-11-15T18:14:33","date_gmt":"2011-11-15T18:14:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/?p=2059"},"modified":"2022-11-15T18:16:13","modified_gmt":"2022-11-15T18:16:13","slug":"vittorio-sgarbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/2011\/11\/15\/vittorio-sgarbi\/","title":{"rendered":"Vittorio Sgarbi"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Lo sguardo umano di Iudice[\/vc_column_text][vc_column_text]ludice torna a casa. E non vede pi\u00f9 le spiagge affollate di bagnanti che vivono una condizione<br \/>\ndi beatitudine ingenua e incolpevole. Davanti a quelle stesse spiagge, dove ancora pigramente<br \/>\nturisti prendono il sole e si bagnano, vede gommoni di naufraghi incerti del loro destino e affaticati, sudati. A distinguerli immediatamente dai bagnanti, talora oscenamente ignudi, sono gli abiti a cui non rinunciano. Predestinati a non trovare quello che sperano e che cercano.<br \/>\nChi non ha lavoro raggiunge sulle stesse spiagge coloro che hanno sospeso il lavoro per entrare in vacanza. Condizioni analoghe, ma psicologicamente diverse. Le spiagge dei villeggianti sono talora rarefatte, con pochi ombrelloni, con figure pigramente distese sulla sabbia. Le spiagge degli extracomunitari sono sovraffollate: seduti e rigorosamente vestiti, sono l\u2019uno stretto al fianco dell\u2019altro come per scaldarsi e proteggersi anche in attesa di una lunga notte. Questa \u00e8 l\u2019atmosfera del grande quadro, come una moderna <em>Zattera della Medusa<\/em>, che arriva a Gela dopo il lungo soggiorno nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia.<br \/>\nLe opere recenti di ludice interpretano una quotidianit\u00e0 diversa, da quella che l\u2019ha portato a rappresentare nudi di donna in interni rarefatti, in condizioni di meditazione, di noia o di assegnazione, magari mettendole in posa davanti a specchi in stanze disadorne con arredi degli anni cinquanta. \u00c8 un\u2019altra Sicilia, un\u2019altra Gela, dove la solitudine \u00e8 rifugio a consolazione e gli interni delle case offrono protezione. Talora, in quegli interni, irrompe la luce abbacinante del sole siciliano stampato oltre il balcone su palazzi ottocenteschi. Un altro rifugio sono le stanze da bagno, con donne immerse nella vasca o in procinto di asciugarsi nell\u2019accappatoio.<br \/>\nPi\u00f9 estranianti sono i corpi nudi sui divani in concentrata meditazione. Le mura della casa sono salvezza. Fuori si apre un nuovo mondo con neri sulle strade osservati con la mediterranea nitidezza di sguardo che accomuna ludice e Antonio L\u00f2pez Garcia. E, come quest\u2019ultimo, anche ludice perlustra con lo sguardo luoghi insignificanti, mortificati da architetture di cemento, o strade desolate di aree urbane degradate. Lo stesso occhio, la stessa misura di L\u00f2pez Garcia, la stessa indulgenza senza commiserazione. Cos\u00ec sono quelle strade, cos\u00ec sono quelle spiagge dominate da orrori edilizi che nessuno guarda pi\u00f9.<br \/>\nMa una nuova, bench\u00e9 tragica, vitalit\u00e0 viene dagli emigranti che scaldano e rianimano quelle<br \/>\nspiagge desolate e le impregnano di una umanit\u00e0 disperata ma destinata a cambiare la nostra vita, la nostra percezione del mondo. Cos\u00ec come ha fatto ludice uscendo dalla dimensione intimistica e domestica per entrare in quella di una epica della disperazione. Una umanit\u00e0 neppure pi\u00f9 disperata, cui non si pu\u00f2 negare aiuto e assistenza, vedendo un bambino che tiene nelle piccole mani una confezione di succo di frutta.<br \/>\nIl panorama che ora ha davanti ludice \u00e8 profondamente mutato, il suo sguardo lo registra anche nella vitalit\u00e0 e dinamismo di questi nuovi gruppi di persone rassegnate. ludice esce di casa, entra nell\u2019unico mondo che gli \u00e8 consentito di vedere, che \u00e8 questo, con questa realt\u00e0 nuova e irrinunciabile. E cos\u00ec si trasforma da lirico ed elegiaco in epico, con il consueto realismo caricato per\u00f2, rispetto alla limpidezza del disegno precedente, di una dimensione materica, di spessori, colori, collage, di grumosa densit\u00e0.<br \/>\nDalla luminosit\u00e0 pomeridiana dei suoi interni con nudi femminili passa all\u2019oscurit\u00e0 di notti senza futuro e senza speranza. Una grande notte che \u00e8 calata sul mondo ed \u00e8 riscaldata da provvisori<br \/>\nfuochi. Gli emigranti stanno vicini per sentirsi pi\u00f9 sicuri, per avere impossibili garanzie; e l\u2019occhio<br \/>\ndi ludice li guarda con una oggettivit\u00e0 che \u00e8, in s\u00e8 stessa, amore, per una umanit\u00e0 umiliata e irriducibile.<br \/>\nludice applica al mondo sempre il suo sguardo implacabile, ma, arrivato a questo punto, sembra<br \/>\nmitigarlo con una imprevista indulgenza. In questa nuova dimensione ci manifesta una sensibilit\u00e0<br \/>\nnuova.<\/p>\n<p>dal Catalogo \u201cDalla biennale di Venezia a Gela\u201d, Fondazione Sgarbi 2011<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Lo sguardo umano di Iudice[\/vc_column_text][vc_column_text]ludice torna a casa. E non vede pi\u00f9 le spiagge affollate di bagnanti che vivono una condizione di beatitudine ingenua e incolpevole. 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