{"id":2073,"date":"2022-11-15T18:29:57","date_gmt":"2022-11-15T18:29:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/?p=2073"},"modified":"2022-11-16T17:53:21","modified_gmt":"2022-11-16T17:53:21","slug":"maurizio-sciaccaluga-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/2022\/11\/15\/maurizio-sciaccaluga-2\/","title":{"rendered":"Maurizio Sciaccaluga"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Il mondo in un angolo<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]Ammesso che abbia senso parlare \u2018introversione e riservatezza riguardo la pittura, ritenuto possibile che possano esistere una figurazione urlata e, di contro, una rappresentazione muta e discreta, allora &#8211; a ragione &#8211; la ricerca di Giovanni Iudice pu\u00f2 e deve essere definita riservata e silenziosa, paradossalmente adatta al sussurro nonostante quella sua ossessione iperrealista continuamente all\u2019inseguimento di nuovi particolari da scoprire, descrivere e raccontare. Per quanto siano quasi sempre costruiti attorno al nudo femminile, alla morbidezza di corpi e carni e in un momento storico, dominato dalla comunicazione di massa, in cui gli unici valori estetici riconosciuti sembrano essere il gusto del glamour e un\u2019ostentata bellezza vuota e assoluta i lavori del pittore siciliano non risultano mai in alcun modo aggressivi, non pretendono d\u2019affascinare e incuriosire lo spettatore, non reclamano, con sfrontatezza, quell\u2019attenzione violenta e morbosa che pure il tema raffigurato e la decadente cultura del nostro tempo potrebbero forse imporre. Il mondo di Iudice,<br \/>\nanche quando \u00e8 esposto e messo sotto osservazione, anche mentre i suoi protagonisti sono studiati e pesati con la lente d\u2019ingrandimento, resta sempre in un angolo, appartato e schivo. Rimane sempre lontano, nonostante sia sotto gli occhi di tutti. C\u2019\u00e8, a guardare con calma le tele, a concedere loro tutto il tempo di cui hanno bisogno, uno strano movimento, uno spiazzante processo d\u2019avvicinamento e insieme allontanamento dei soggetti dallo spettatore: se, da una parte, la precisa texture dei pavimenti, la decorazione millesimale delle stoffe e la maniacale riproposizione dei particolari dell\u2019arredamento finiscono per attrarre gli sguardi, per precipitare la composizione al fianco, quasi tra le braccia, di chi la osserva, d\u2019altra parte la posa dei prolagonisti, il loro atteggiamento di diniego (pur di fronte a una nudit\u00e0 completa), le loro espressioni disinteressate alla seduzione di chi li sta osservando hanno l\u2019effetto di costruire una barriera insormontabile tra interno ed esterno dell\u2019opera, di proiettare l\u2019immagine in un\u2019altra dimensione, parallela ma non tangente quella del pubblico. In pratica, seppure apparentemente conosciuto, seppure assolutamente vicino alla quotidianit\u00e0, ai costumi e alle passioni degli spettatori, l\u2019universo dipinto dall\u2019artista non si concede mai del tutto, non si arrende alla curiosit\u00e0, non cede. \u00c8 evidente che n\u00e9 i luoghi n\u00e9 le figure ritratte abbiano qualcosa da nascondere, come \u00e8 palese che nessun dramma, nessuna vicenda, nessun colpo di scena possa essere anche solo lasciato immaginare dalla composizione, eppure gli interni e i personaggi protagonisti dei quadri non si lasciano vincere dalla curiosit\u00e0, non abbassano mai, nemmeno per un istante, le loro barriere naturali. Chi osserva le scene rappresentate &#8211; e, grazie a un iperrealismo fuori dall\u2019ordinario, \u00e8 in grado di scrutare dappertutto, in virt\u00f9 d\u2019una pittura certosina d\u2019amanuense riesce a misurare ogni cosa nell\u2019opera non le riesce comunque a possedere, non pu\u00f2 in alcun modo farle sue. Perch\u00e9, nelle immagini di pittore, ci sono quell\u2019orgoglio e quella riservatezza, del tutto siciliani, tipici di un mondo dove l\u2019essere non \u00e8 stato ancora sopraffatto dall\u2019apparire: come a dire, mi mostro ma non mi arrendo, sopporto ma non accetto. Mentre in Italia e all\u2019estero si \u00e8 andata affermando una figurazione mediale, modulata dalla piattezza formale e concettuale delle immagini televisive, Giovanni Iudice sulla scia della tradizione, lungo un percorso segnato a suo tempo dal realismo intimista continua a cercare su tela la terza dimensione. Ma non si tratta, semplicemente, di volume o prospettiva, non si tratta di linee di fuga e rappresentazione credibile e veritiera di un ambiente; la terza dimensione rintracciata dall\u2019artista nei suoi lavori \u00e8 la dimensione morale dell\u2019uomo, \u00e8 quella dignit\u00e0 che la cultura massmediale gli va via via sempre pi\u00f9 negando. Le sue figure femminili sono ancora pi\u00f9 *ARTE nude di quelle mostrate dal piccolo schermo, sono ancora pi\u00f9 esposte alla curiosit\u00e0 degli spettatori, eppure nessuno riesce a reggere il loro sguardo diretto, riesce a piegare la loro indole forte e austera, riesce a mutare la Nello studio di Sandro. 2003 matita su carta, cm. 80&#215;110 loro decisione. La pittura di Iudice rid\u00e0 ai personaggi della nuova figurazione quello che molta parte della ricerca, per inseguire il successo pi\u00f9 facile, ha loro tolto: il carattere. Sono personaggi a tutto tondo perch\u00e9 sono disegnati con capacit\u00e0 rara, perch\u00e9 sono sapientemente collocati e confrontati agli spazi ma, soprattutto, lo sono a causa di quella fierezza testimoniata dallo sguardo, per via di quella tranquillit\u00e0 che neppure l\u2019occhio indiscreto di una pittura che fruga tra i segreti del corpo \u00e8 capace di interrompere. Con apparente noncuranza, ma in realt\u00e0 a seguito di uno studio e un pensiero lunghi e faticosi, Iudice colloca le sue figure in case semplici, senza pretese, dove tutto \u00e8 a posto e di buon gusto ma nulla, proprio nulla, appare davvero degno di nota. Non ci sono cadute di tono, certo, ma n\u00e9 i bicchieri, n\u00e9 gli arredi, n\u00e9 il design possono mai eccellere, meritare punti di prestigio. Eppure, in queste case ammobiliate con modestia, tra mobili che forse non hanno mai visto veri splendori, ragazze belle ma assolutamente comuni assumono una statura monumentale, imponente, granitica. La loro carne \u00e8 resa con la dovuta morbidezza, i loro difetti non sono amplificati, ma il pennello preciso dell\u2019autore non punta a trasformarle in dee della bellezza moderna, in muse ispiratrici, in amori ideali; cerca piuttosto solo di ricostruirle all\u2019interno, di riportare una volta per tutte sulla tela quello che il Novecento aveva saputo cogliere e che la cultura di fine millennio vuole dimenticare: la personalit\u00e0, la bellezza interiore, quella sicurezza nelle proprie scelte e nel proprio essere che, inevitabilmente, finisce col riflettersi nei lineamenti e nella perfezione del corpo. A bene osservare i dipinti e le tante matite, ad analizzare con attenzione le fonti luminose riprodotte nelle raffigurazioni a colori di stanze e interni, ma anche il gioco di chiaroscuri sulle membra descritte in bianco e nero, Iudice \u00e8, con tutta evidenza, un maestro indiscusso nell\u2019uso delle luci, nel saper ammorbidire i contrasti per tirar fuori dai contesti figure tanto delicate quanto pesantemente presenti. Ma, ancora una volta, se si dovesse giudicare l\u2019artista solo per la capacit\u00e0 di riproduzione realistica, si commetterebbe un grossolano errore: i personaggi, che siano ritratti in ambienti ricchi, spogli o inesistenti, che siano ripresi in bianco e nero o nei toni rosa della carne, emergono sempre dalle ombre, hanno sempre sul volto una luce piena e sicura, bella senza essere abbagliante. E il lampo del carattere, il bagliore sicuro della consapevolezza.<br \/>\nIn una figurazione dedita soprattutto a riprodurre le mancanze del mondo attuale, l\u2019artista ragusano rappresenta una vera eccezione. La sua ritrattistica parte da lontano, dalle lezioni del Novecento, per raccontare oggi la necessit\u00e0 di una ricostruzione. Quella dell\u2019uomo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il mondo in un angolo[\/vc_column_text][vc_column_text]Ammesso che abbia senso parlare \u2018introversione e riservatezza riguardo la pittura, ritenuto possibile che possano esistere una figurazione urlata e, di contro, una rappresentazione muta e discreta, allora &#8211; a ragione &#8211; la ricerca di Giovanni Iudice pu\u00f2 e deve essere definita riservata e silenziosa, paradossalmente adatta al sussurro nonostante quella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-2073","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-testi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2073"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2073\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2094,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2073\/revisions\/2094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}