{"id":2075,"date":"2011-11-15T18:30:12","date_gmt":"2011-11-15T18:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/?p=2075"},"modified":"2022-11-15T18:31:04","modified_gmt":"2022-11-15T18:31:04","slug":"vittorio-sgarbi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanniiudice.com\/en\/2011\/11\/15\/vittorio-sgarbi-2\/","title":{"rendered":"Vittorio Sgarbi"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Finzioni<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]Giovanni ludice \u00e8 un filosofo. La sua pittura \u00e8 cos\u00ec reale da non poter essere considerata una semplice rappresentazione della realt\u00e0. \u00c8 un punto di vista. Lo spiega bene lo stesso pittore nel suo dialogo con Andrea Guastella. Afferma: \u201cLe opere sono come finestre, squarci aperti sul reale&#8230; A darmi una scossa non \u00e8 stato tanto il confronto con la figurazione, quanto con il cinema neorealista&#8230;\u201d. L\u2019indicazione \u00e8 chiara. Qualcuno potrebbe allora pensare che ludice ha un amore particolare per la pittura, e che coltiva il mestiere con una convinzione religiosa nella tradizione dell\u2019Accademia. Ma quale accademia? E con quali maestri? Anche su questo punto ludice \u00e8 chiaro, perfino amaro: \u201cNon mi pare che nelle Accademie sia facile incontrare cattedratici animati da una sincera volont\u00e0 di trasmettere il mestiere che, forse, non conoscono bene neanche loro. Siamo in piena crisi di maestri\u201d. Dunque ludice \u00e8 autodidatta. Ma in questa condizione la sua superbia e il suo desiderio di conoscenza sono sovrani: \u201cL\u2019Arte \u00e8 anche ricerca del divino, di un principio superiore che dia senso all\u2019universo\u201d. Per questo ludice sembra perfino indifferente ai soggetti; per questo, da una dimensione intimistica, domestica, con i nudi di persone care nell\u2019orto o nella camera da letto, passa ai clandestini, senza perdere concentrazione e coerenza di visione. Anche per questo ha una risposta. \u201cHo scelto di dipingere profughi, immigrati, clandestini per intima necessit\u00e0, perch\u00e9 mi sono sentito in dovere di farlo. Credo che la figura del clandestino sia una delle icone pi\u00f9 rappresentative del contemporaneo. Il clandestino spera, immagina la terra promessa con la morte nel cuore per la patria che ha lasciato. Ma, davanti ai suoi occhi, oltre l\u2019obl\u00f2, c\u2019\u00e8 solo il vuoto. In una accezione molto ampia, che travalica la denuncia sociale la quale non \u00e8 di fatto il mio principale obiettivo siamo tutti clandestini\u201d. Singolare affermazione per un artista d\u2019ordine qual \u00e8 ludice, ma testimonianza preziosissima della sua estraneit\u00e0 a ogni forma di realismo illustrativo cui la sua ricerca sembrerebbe assimilabile. Un\u2019idea, non un racconto, come un pensiero originale rispetto a un luogo comune: ludice non pu\u00f2 riprodurre il mondo, vuole inventarlo, rianimarlo.<br \/>\nCi\u00f2 che gli interessa \u00e8 dipingere la vita, rivelare il mistero della quotidianit\u00e0. Nulla meglio che l\u2019apparenza delle cose tradisce l\u2019ordine arcano del mondo.<br \/>\nNoi capiamo che, mentre dipinge, ludice pensa a Velasquez, ma non gli interessa di offrircene una citazione diretta, bensi di riprodurne il pensiero. Per questo il suo apparente descrittivismo nasconde, in realt\u00e0, un processo concettuale. Lo spiega: \u201cLa mia aspirazione \u00e8 racchiudere in ogni immagine la massima densit\u00e0 possibile di senso, e questa aspirazione pu\u00f2 essere sod-disfatta solo da una visione anonima, non caratterizzata. Osservando tutto, ma proprio tutto quello che mi circonda, giungo a trovare la vita in cose che la gente, comunemente, non osserva\u201d. Esiste una atarassia dello sguardo in ludice, una distanza che sembra non prevedere soggetti privilegiati, una selezione della realt\u00e0 che non sia determinata dal caso. N\u00e9 realismo, n\u00e9 iperrealismo, ma meta-realismo, una realt\u00e0 che va oltre se stessa; un momento che pu\u00f2 essere ogni altro, senza simbolismo, senza suggestioni oniriche. Ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8 anche altro. In questo senso, nella pittura di ludice non vi \u00e8 nessuna concessione alla fotografia, cui pure esplicitamente rimanda. C\u2019\u00e8 una realt\u00e0 parallela che sembra in tutto simile alla realt\u00e0 reale. E, in verit\u00e0, una realt\u00e0 eventuale e produce un inganno visivo. Noi crediamo di vedere; ma pensiamo invece una realt\u00e0 possibile, una meta-realt\u00e0. Quella che ludice, diversamente da Canaletto, ha visto in quel momento, e che nessuno potr\u00e0 mai pi\u00f9 rivedere.<br \/>\nL\u2019apparenza di una realt\u00e0. E, talvolta, l\u2019assenza della realt\u00e0.<\/p>\n<p>in catalogo Finzioni<br \/>\nFestival dei due Mondi, Spoleto<br \/>\nComune di Salemi, Torre Circolare<br \/>\nSalvietti e Barabuffi editori Siena 2010[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Finzioni[\/vc_column_text][vc_column_text]Giovanni ludice \u00e8 un filosofo. La sua pittura \u00e8 cos\u00ec reale da non poter essere considerata una semplice rappresentazione della realt\u00e0. \u00c8 un punto di vista. Lo spiega bene lo stesso pittore nel suo dialogo con Andrea Guastella. 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